Vol. 1° -  V.1.

classificazione e Caratteristiche peculiari
del genere Gallus

Il genere Gallus occupa un posto particolare in seno alla sottofamiglia Phasianinae a causa delle sue caratteristiche anatomiche e biologiche:

§cresta: è l’unico rappresentante della sua sottofamiglia a possedere una cresta carnosa [1]

§faccia: è quasi nuda e presenta caruncole carnose differenziate: cresta, bargigli, orecchioni

§coda: presenta 14 o 16 penne, con muta centripeta; solo nel maschio il paio mediano è allungato sotto forma di falciformi; nelle razze domestiche, quando la coda esiste, è sempre dotata di 14 penne [2] ; le copritrici della coda più lunghe somigliano alle falciformi, ma hanno dimensioni minori; per il modo in cui è compressa, la coda somiglia a quella del genere Lophura, ma le interrelazioni tra i due generi sono remote; raramente i due generi si incrociano, e il loro modo di accoppiarsi è completamente differente

§speroni: abitualmente sono portati solo dai tarsometatarsi del maschio

§incubazione: ha una durata di 19 ¸ 22 giorni.

L’attuale classificazione sistematica dei Galli della Giungla
risale a Delacour (1977), Howard & Moore (1984) e Johnsgard (1986):

Classificazione del genere Gallus

classe

Aves

ordine

Galliformes

sottordine

Galli

famiglia

Phasianidae

sottofamiglia

Phasianinae

tribù

Phasianini

genere

Gallus

specie

gallus

 

sonnerati

 

lafayettei

 

varius

Attualmente le specie riconosciute sono quattro:

Gallus gallus Linnaeus, 1758 - Gallo Rosso della giungla

Gallus sonnerati Temminck, 1831 - Gallo Grigio della giungla

Gallus lafayettei Lesson, 1831 - Gallo Giallo della giungla - Gallo di Ceylon [3]

Gallus varius Shaw e Nodder, 1798 - Gallo Verde della giungla - Gallo di Giava

Fig. V. 1 - Aree di distribuzione delle quattro specie di Galli della giungla.
Il Gallus gallus è quello con diffusione maggiore, accompagnandosi al Gallus varius nell’isola di Giava.

Le variazioni cromatiche e morfologiche che il Gallo Rosso presenta a seconda delle aree geografiche sono molto marcate, particolarmente nei maschi. Esse sono riconosciute dagli zoologi, che infatti hanno suddiviso il Gallus gallus in 5 sottospecie.

Non esistono sottospecie del sonnerati, del lafayettei e del varius.

Bisogna sottolineare che l’appellativo Bankiva può essere attribuito solo a una delle cinque sottospecie di Gallus gallus. Dal 1992 i Galli Rossi della giungla vengono tutti quanti denominati Bankiva da Bec, ma solo la sottospecie di Giava potrebbe portare questo nome.

Al massimo, se non si vuole accettare la suddivisione in sottospecie, è più corretto congregare le varianti geografiche sotto l’appellativo onnicomprensivo di Galli Rossi della Giungla. Essi hanno in comune la caratteristica di accoppiarsi facilmente con le razze domestiche, e la loro discendenza è fertile.

Spesso non vale la pena di cambiare una terminologia consacrata dall’uso e dal tempo. Questa volta l’iniziativa, per motivazioni etimologiche, viene presa da Jean Claude Périquet e non posso fare a meno di schierarmi dalla sua parte, in quanto le ragioni sono più che valide. L’imputato di turno è il vocabolo Bankiva, e cercherò di esporre i fatti in ordine cronologico.

Nell’autunno 1994 mi trovavo a Marburgo in visita a Rüdiger Wandelt, un’occasione d’oro per trovare una risposta a uno dei miei tanti quesiti etimologici: cosa significa Bankiva? Rendo l’amico partecipe del mio problema. Fulmineo, Rüdiger afferra il telefono e gira la domanda ad Arnolds.

Dieter Arnolds di Mönchengladbach è un’autorità mondiale in tema di Galli della giungla. Bankiva è un termine giavanese. L’origine del suo impiego da parte degli Europei è curiosa, non è volutamente dissacratoria, ed è verosimile. Ecco la risposta di Arnolds:

“Quando gli ornitologi incontravano per la prima volta questo pollo, chiedevano alla guida locale che nome avesse il nuovo gallinaceo. La guida rispondeva con una parola che suonava più o meno bankiva, che significa bastardo, essendo il modo col quale gli indigeni avevano l’abitudine di soprannominare tutti i loro polli addomesticati, ritenendo un ibrido anche questa varietà selvatica.”

Rüdiger mi disse che l’allevamento di Arnolds è qualcosa di speciale e che varrebbe la pena di essere visto. Feci tesoro di questo suggerimento, ma ebbi la fortuna di raggiungere il confine Germania-Olanda solo a fine maggio 1996 durante le peregrinazioni in caravan, che si sono snodate per ben 3.800 km ma che mi hanno portato con Bill Plant alla scoperta di una miriade d’informazioni preziose.

Dalla ex Germania orientale mi metto in contatto telefonico con Arnolds per fissare un appuntamento. Non sgarriamo di un minuto e Arnolds ci accoglie con un fare e un sorriso che non hanno nulla di teutonico. Non si tratta di gesti di convenienza in quanto dedica tre ore del suo tempo prezioso per rispondere agli innumerevoli quesiti che sorgono spontaneamente di fronte non solo ai Galli della giungla, che tanto agognavamo vedere dal vivo, ma anche di fronte a specie di fagiani mai visti, purtroppo solo conosciuti per nome e di sfuggita.

Grazie ad Arnolds ho potuto perfezionare le notizie che troverete nelle pagine successive, e ho anche avuto modo di mettere a punto un’altra cosa molto importante, un concetto sempre più dimenticato: la cortesia non si impara a scuola né possiamo appiccicarla come fosse un’etichetta. Fa parte di te, ma solamente se hai avuto la fortuna di frequentare una scuola speciale, unica al mondo: una famiglia equilibrata.

Raggiungo quindi la Francia dove Périquet, al momento del commiato, mi mette tra le mani un suo lavoro dal quale vengo a sapere che il giapponese Takao Nishida [4] ci tiene a precisare che il nome Ayam Bengiwo [5] , dal quale deriva il termine Bankiva, è utilizzato a Giava per designare gli ibridi: ibridi tra galli e galline domestiche, ibridi tra galli e galline selvatici. Pertanto, Takao Nishida conclude che Gallus gallus bankiva è una terminologia inammissibile e propone di sostituirla con Gallus gallus javanicus.

Gallus gallus javanicus può essere tradotto in Gallo Rosso di Giava. Credo che nessuno possa confondere il Gallo Verde e il Gallo Rosso, ambedue di Giava, perché il Gallo Verde oltre a non possedere l’aggettivo javanicus, essendo Gallus varius, non possiede alcuna sottospecie.

Pertanto, chi si opponesse a queste innovazioni motivate da giuste ragioni, non ha nulla da obiettare circa una possibile confusione tra la sottospecie di Gallo Rosso presente a Giava e la specie Gallo Verde della giungla, peculiare di Giava.

 sommario 

 avanti 



[1] Una particolarità che riguarda il Gallus domesticus. Per una mutazione, siglata bd, la razza olandese Breda  è considerata senza cresta. Le femmine ne sono completamente prive, i maschi presentano solo due piccole papille disposte ai lati della linea centrale della testa.

[2] Darwin ha riscontrato delle varianti, i cui estremi vanno da 14 a 17 timoniere: 14, cioè un valore normale, in tredici razze comuni; 16 in esemplari di Cochin, Polish, Sultano, Malese; 17 in un vecchio Cochin e in una femmina Malese. Vista la precisione di Darwin, non capisco come mai egli non accenni alle 16 timoniere del varius.

[3] L’aggettivo giallo è suggerito da Jean Claude Périquet e lo adotto volentieri in quanto molto pertinente. In effetti, in letteratura corrente si tratta dell’unica specie priva di un aggettivo che ne definisca le più salienti caratteristiche cromatiche del mantello.

[4] Takao Nishida, Ecological and morphological studies on the jungle fowl in Southeast Asia, 1980.

[5] Questo termine giavanese significa essenzialmente pollo. Ne riparleremo più avanti, abbozzando interessanti ipotesi etimologiche.