Vol. 2° -  XXIII.3.

I risultati della selezione

I risultati che la selezione ha prodotto e produce quando viene applicata alle comuni razze animali e vegetali, sono talmente cospicui ed evidenti da non consentire dubbi in proposito. Citeremo, per fare qualche esempio, lo straordinario aumento realizzato nella velocità del cavallo puro sangue inglese e del trottatore americano, le trasformazioni subite nell'aspetto somatico e nella produzione della lana dai Merinos australiani e del Sud Africa, lo spettacolare aumento realizzato nella produzione di latte delle razze Olandese pezzata nera, Holstein Friesian americana, Bruna alpina, Simmenthal. Il record mondiale nel 1942 di ovodeposizione nella gallina, secondo Rice, era di 356 in 365 giorni (razza Livorno, ceppo Hanson).

Se tali produzioni massime destano un giustificato stupore, e se esse sono dovute ad animali eccezionali, allevati e alimentati in condizioni altrettanto eccezionali e con somma abilità tecnica, hanno un ben maggior interesse economico i rilevanti aumenti che si sono verificati nelle produzioni medie o nei valori somatici delle razze sottoposte a una sistematica selezione, condotta con criteri razionali e metodici.

Da quanto ormai sappiamo, appare chiaro che la selezione può manifestare una più o meno evidente azione miglioratrice in seno alle razze-popolazioni, in quanto queste sono formate da un grande numero di genotipi diversi, ai quali (a seconda delle combinazioni realizzate) corrisponderanno animali più o meno pregevoli, più o meno desiderati dagli allevatori, capaci di dare produzioni scarse, mediocri o elevate, e al tempo stesso capaci di trasmettere in vario grado queste loro caratteristiche ai discendenti.

La scelta degli animali da destinare alla riproduzione, e lo scarto degli animali non desiderati, implicano perciò una scelta e un’eliminazione di quei geni e di quei genotipi il cui fenotipo coincide con caratteri che l’allevatore intende esaltare e diffondere, o con caratteri negativi che vuole eliminare. Dipenderà dalla maggiore o minor correlazione tra fenotipi e genotipi, fra geni e caratteri, se la selezione riuscirà più o meno rapidamente nel suo intento, mediante la moltiplicazione progressiva dei genotipi più apprezzati e la progressiva eliminazione di quelli indesiderati.

La selezione non può creare nuovi geni o modificare quelli esistenti; può invece moltiplicare geni insorti per mutazione, o genotipi dotati delle combinazioni più favorevoli all’estrinsecazione di caratteri desiderati. Possiamo quindi enunciare il seguente assioma: la selezione è il metodo di riproduzione nell'ambito delle razze-popolazioni che si attua quando si procede a una scelta degli animali destinati alla riproduzione, secondo criteri che rispondono a varie finalità.

Essa provoca cambiamenti più o meno rilevanti rispetto alle condizioni di accoppiamento casuale, determinando pertanto una progressiva variazione nella distribuzione dei diversi genotipi di una popolazione e nelle frequenze dei singoli geni. Infatti, la scelta sistematica di alcuni animali favorisce la moltiplicazione di certi genotipi e riduce o impedisce quella di altri, rispettivamente corrispondenti a fenotipi apprezzati o non desiderati dagli allevatori.

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