Lessico
Adriano
Publio Elio Adriano
Imperatore
romano (Italica, Spagna Betica, 76 - Baia 138). Succedette, nel 117, al cugino
Traiano, che gli aveva facilitato l'ascesa fino alle più alte cariche
pubbliche e militari e lo aveva forse adottato poco prima della morte. Durante
il suo regno ventennale, liquidata la campagna preparata dal predecessore
contro i Parti,
Adriano assicurò all'impero una lunga pace, turbata solo da alcuni tentativi
di sollevazione in Giudea e in Britannia, ben presto domati con fermezza, e da
un oscuro e presunto complotto ordito contro di lui da alcuni generali di
Traiano, che furono messi sbrigativamente a morte.
Italica - nei pressi dell'odierna Santiponce - fu fondata nel 206 aC da Scipione l'Africano
Nel 121 iniziò una serie di viaggi che, per dodici anni, lo portarono a ispezionare le più lontane province dell'impero, accompagnato da esperti di amministrazione, tecnici e militari. A ciò lo spingeva non tanto il dovere di principe, quanto la sua indole inquieta, curiosa e avventurosa. Si recò nel Norico, in Britannia (dove iniziò il Vallo che porta il suo nome), in Gallia, in Spagna, in Asia Minore, in Arabia, in Egitto (qui gli morì il favorito Antinoo, al quale rese onori divini), in Palestina, dove ricostruì Gerusalemme, in Tracia, dove fondò Adrianopoli, in Babilonia, le cui deboli frontiere ispezionò minutamente.
Da ricordare che nel 121 in occasione della sua visita alla provincia
della Germania Inferiore diede il nome di Forum Hadriani all'attuale Voorburg che fa parte
dell'agglomerato urbano dell'Aia.
Più volte
ritornò in Grecia, dove si iniziò anche ai misteri di Eleusi e dove,
valorizzando i monumenti del passato, dimostrò il profondo culto che aveva
per la grecità. Riservò particolari cure all'amministrazione statale,
affermando, come Augusto,
volontà di ordine e di sistemazione dello Stato. Esautorò il Senato dei suoi
poteri che trasferì al Consilium Principis e creò un'efficiente
burocrazia, valendosi della collaborazione delle classi senatoria ed equestre.
Riorganizzò il sistema fiscale sostituendo l'esazione diretta agli appalti,
rovinosi per i contribuenti a causa delle malversazioni degli appaltatori.
Riformò la giustizia con la pubblicazione dell'edictum perpetuum che, redatto dal giurista Salvio Giuliano, sostituì l'annuale editto del pretore e unificò il diritto in tutto il territorio dell'impero. Promosse la piccola proprietà agricola con la legge de rudibus agris, che accordava, a chi metteva a coltura terre pubbliche incolte, un usufrutto equivalente al diritto di proprietà con trasmissione ereditaria.
Costruì opere grandiose di pubblica utilità, organizzò un efficiente servizio postale (cursus publicus), favorì lo sviluppo delle province.
Spirito estroso, innovatore cosmopolita, fu al centro del movimento dei poetae novelli, componendo lui stesso versi, nei quali il raffinato si mescola al popolare, il lezioso al romantico. Per i suoi multiformi interessi, può essere preso a simbolo della cultura del suo tempo: raffinata e arcaizzante, essa influenzò anche le espressioni artistiche di cui è testimonianza l'omonima, sontuosa villa presso Tivoli. Fu sepolto nel mausoleo che s'era fatto costruire, oggi Castel Sant'Angelo.