Lessico


Dori

Una delle tre stirpi fondamentali del mondo greco, a sua volta divisa, già in età omerica, nelle tre tribù degli Illei, dei Dimani e dei Panfili. Secondo la tradizione antica (Erodoto, I, 56; IX, 26-27) i Dori tra i sec. XII e XI aC sarebbero discesi dopo la guerra di Troia da una regione della Grecia centrale, fra l'Ossa e l'Olimpo, e, sotto la guida di Temeno, Cresfonte e Aristodemo, discendenti di Eracle, avrebbero invaso e sottomesso il Peloponneso, eccezion fatta per l'Acaia e l'Arcadia. È questa la tradizione del cosiddetto ritorno degli Eraclidi.

Dorico

Relativo all'antica popolazione greca dei Dori; il complesso degli antichi dialetti greci oggi detti anche occidentali. Il dorico comprende la maggior parte dei dialetti del Peloponneso con le loro colonie: laconico (che sopravvive in parte nell'odierno dialetto zaconico), con le colonie di Taranto ed Eraclea nell'Italia meridionale; messenio, argivo ed eginetico, corinzio con le colonie di Corcira e Siracusa; megarese con le colonie di Selinunte, Megara Iblea e Bisanzio; e inoltre il cretese, il rodio con le colonie di Gela e Akrágas, il dialetto delle isole di Melos e Tera con la colonia di Cirene, e altri dialetti di isole minori. A questi dialetti, che costituiscono il dorico in senso stretto o dorico meridionale, alcuni studiosi aggiungono un altro gruppo di dialetti, il cosiddetto dorico settentrionale, che altri, tuttavia, considerano gruppo a sé, quello dei dialetti nord-occidentali. Questi sono: il focese e il delfico, il locrese, il dialetto degli Eniani, quello dell'Etolia, dell'Acarnania, dell'Epiro, l'acheo con le colonie di Metaponto, Sibari e Crotone, l'eleo. Questi dialetti sono soprattutto noti attraverso una documentazione epigrafica più o meno abbondante e più o meno antica, secondo i singoli dialetti. Le principali caratteristiche dei dialetti dorici sono: la conservazione di -ti e -nti che negli altri dialetti si assibilano in -si e -nsi (dídoti egli dà, invece di dídosi); la desinenza -mes di I persona plurale invece di -men (heurískomes, noi troviamo, invece di heurískomen); il cosiddetto futuro dorico (práxô, farò, in luogo di praxō), le forme di nominativo plurale maschile e femminile del pronome dimostrativo-articolo toí, taí (tranne che nel cretese centrale) in luogo di hoi, hai; il genitivo plurale della I declinazione in -ân anziché in -ôn (politân, dei cittadini, in luogo di politôn); la conservazione di a che in ionico-attico diventa e (mater, madre, ionico-attico meter).